A Vicenza gli Stati Generali del movimento Amatoriale

Sul sito istituzionale della Fibs è stata pubblicata questa interessante notizia che riporta l’indizione per le ore 14.00 di Domenica 2 dicembre, presso la sede del Palladio B.S.C. a Vicenza, della prima riunione nazionale del movimento amatoriale. L’iniziativa nata dall’idea di alcune organizzazioni attive da diversi anni nel settore del softball amatoriale ha già ricevuto il beneplacito della FIBS che, oltre ad essersi mostrata particolarmente interessata alla creazione di un movimento amatoriale nazionale, ha ritenuto opportuno allargare l’invito anche alle organizzazioni che si occupano di baseball amatoriale proprio come la nostra Northwest League. Gesto che ovviamente ci ha fatto molto piacere ed abbiamo interpretato, essendo al momento l’unica lega italiana di baseball amatoriale, anche come un importante riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni per lo sviluppo del baseball nelle regioni di Liguria, Piemonte e Lombardia.

L’obiettivo dell’ incontro è quello di raccogliere quante più esperienze possibili per poter individuare i bisogni e le opportunità dei vari movimenti regionali e metterli a fattor comune, anche in considerazione della costante crescita e delle potenzialità che questo movimento possiede, soprattutto verso la promozione del baseball e del softball in generale. L’incontro sarà dunque occasione per confrontarsi, presentare le proprie esperienze, le proprie idee e capire se ci sono le condizioni per strutturarsi in un coordinamento nazionale.

Una dichiarazioni di intenti che non può che trovarci completamente d’accordo. Guardando come esempio ad altri sport in Italia, basket e pallavolo in primis, appare evidente come lo sviluppo di tornei e campionati amatoriali, allargando in modo esponenziale i bacini di utenza, si trasformi quasi automaticamente in una crescita di interesse e partecipazione verso l’attività federale. Laddove è forte l’attività amatoriale, ovvero dove quello sport è diventato più popolare, quasi sempre troviamo attività di vertice seguita da molto pubblico e l’interesse di sponsor e media. Lo stesso mondo del baseball americano non sfugge a questa logica. Le due/tre maggiori organizzazioni del baseball amatoriale, nate a metà degli anni ’80 posizionandosi in una fetta di mercato importante (chi voleva continuare a giocare a baseball al di fuori dei circuiti scolastici e professionali) ma assolutamente non sfruttata, contano oggi oltre 100.000 giocatori attivi con un “giro” che coinvolge altre mezzo milione di persone. Ricerche di mercato dimostrano che nelle città dove esistono una o più leghe di baseball amatoriale si ha un maggiore indotto economico per chi vende attrezzature e servizi allo sport e, soprattutto, sia una maggiore presenza di pubblico alle partite professionali e/o universitarie che una maggiore partecipazione di bambini alle Little League locali. Un circolo virtuoso che, fatte ovviamente le debite proporzioni, potrebbe essere attivato positivamente anche nel mondo del baseball italiano.